La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 20 luglio 2017

L'Ostia non è una patatina!

Chi crede ancora veramente che è proprio Gesù Cristo quello che sotto la specie del pane accogliamo in noi a Messa? Se crediamo che è davvero Cristo col suo Corpo ed il suo Sangue ad offrirsi a noi, allora perché non ci comunichiamo nel modo migliore?
 
Mettersi in fila e camminare come se facessimo una passeggiata, ciondolanti con il naso per aria, con la chewing-gum in bocca, parlando, ridendo, con l'abbigliamento da spiaggia: pareo, pantaloncini e infradito, con minigonne, con vestiti attillati, scollati, indecenti, con buste di plastica, borse, borsoni attaccati al collo, non credo sia il modo migliore per andare a ricevere Gesù.
 
E poi come lo riceviamo? In bocca o sulla mano? In ginocchio o in piedi? Con quali disposizioni? Siamo degni di comunicarci, ci siamo confessati o siamo in peccato mortale? Quando torniamo al posto cosa facciamo, chiacchieriamo, ridiamo o in ginocchio ringraziamo il Signore che si è donato a noi?
 
Comunicarsi è una cosa serissima! L'ostia Santa non è una patatina!
 
San Paolo, nella lettera ai Corinti così scrive: "Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna" (l Cor 11,29).

Cosa significa mangiare il pane e bere il calice del Signore "in modo indegno"?
Sono possibili tre risposte:
 
- mangiare e bere senza fede e venerazione per la presenza sacramentale di Cristo nel pane e nel vino;
 
- mangiare e bere in peccato mortale, in condizioni di vita contro l'insegnamento di Gesù, senza una opportuna santità personale;
 
- mangiare e bere senza riconoscere nella pratica il valore cristologico, salvifico ed ecclesiale del pane e del vino.
 
Vorrei soffermarmi sul modo di comunicarsi: ritengo che Gesù bisogna accoglierlo in ginocchio ed in bocca (le disposizioni di Papa Benedetto XVI furono queste perché questo è il modo unico e giusto per farlo. Comunicarsi sulla mano ed in piedi fu una concessione straordinaria che è diventata purtroppo ordinaria). Comunicarsi sulla mano ha le sue regole che la maggior parte dei fedeli misconosce. 

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Ho trovato questo scritto tra le bozze, essendo senza alcun riferimento, nome o link e non ricordando di averlo scritto io, chiedo venia se, copiandolo abbia infranto il diritto di copyright. Sono pronta a rimuoverlo o, se mi verrà concesso, inserire il nome dell'autore ed i dovuti riferimenti.   

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