La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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domenica 31 marzo 2013

E' veramente risorto, alleluia!

Oggi trionfa la bellezza di Dio sulla terra! Cerchiamola e contempliamola negli occhi delle persone che amiamo, nel sorriso dei bambini, tra le rughe degli anziani, tra i dolori dei sofferenti, ad ogni passo, in ogni fiore, dappertutto splende la bellezza di Cristo risorto dalla morte! Alleluia, Cristo è risorto! Si domanda sant’Agostino riguardo a Gesù Cristo: «Perché anche nella croce aveva bellezza? Perché la follia di Dio è più sapiente degli uomini; e la debolezza di Dio è più forte degli uomini (Corinzi 1,23-25) […] Bello è Dio, Verbo presso Dio; bello nel seno della Vergine, dove non perdette la divinità e assunse l’umanità; bello il Verbo nato fanciullo […]. È bello dunque in cielo, bello in terra; bello nel seno, bello nelle braccia dei genitori: bello nei miracoli, bello nei supplizi; bello nell’invitare alla vita e bello nel riprenderla, bello nel non curarsi della morte, bello nell’abbandonare la vita e nel riprenderla; bello sulla croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo […]. Suprema e vera bellezza è la giustizia; non lo vedrai bello, se lo considererai ingiusto; se ovunque è giusto, ovunque è bello. Venga a noi per farsi contemplare dagli occhi dello spirito». 
 
CARISSIMI AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI

venerdì 29 marzo 2013

Venerdi di Passione

Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla santissima tua presenza prostrato, ti prego col fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei mìei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: « Hanno forato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa ».
 
(Indulgenza plenaria, se si recita davanti all'immagine del Crocifisso, dopo la santa comunione, pregando secondo l'intenzione del Santo Padre)

giovedì 21 marzo 2013

Addio Pietro Paolo Mennea!

Oggi all'età di 60 anni, dopo grave malattia, si è spento a Roma il nostro più grande atleta.  L'ho sempre ammirato per le sue grandi capacità e qualità atletiche. Un uomo tenace, coraggioso, mite, umile, avezzo al sacrificio, determinato, che ha dovuto lottare molto per affermarsi nel mondo dell'atletica dal quale ha ricevuto tante soddisfazioni e tante umiliazioni.Lo ricorderò nelle mie preghiere.   

Povera Italia!

Povera Italia e poveri noi! Si dice che ogni Paese ha il governo che si merita e forse noi Italiani abbiamo ottenuto ciò che ci meritiamo. Dal secondo dopoguerra la società italiana è andata incontro ad un processo di scristianizzazione pauroso, la secolarizzazione è entrata nelle nostre case più della radio e del televisore che grande responsabilità hanno avuto in questo processo. Dio, piano piano, ha ceduto il posto agli idoli. In una società come la nostra, dove sono cambiati i punti di riferimento della vita, è stato facile per alcune forze politiche farsi largo. E' vero che la classe politica ci ha enormemente delusi, che il baratro dove stiamo sprofondando (che non è quello della crisi economica, bensì uno peggiore che si chiama crisi religiosa, civile, umana) è stata largamente preparata da coloro che per decenni hanno formato una casta intoccabile per definizione avente il solo obiettivo del benessere personale; è vero che siamo stanchi di tanta corruzione, degli sprechi, degli abusi, dell'inefficienza, delle connivenze, dei segreti, delle chiacchiere, dell'incapacità che vige nella Pubblica Amministrazione; è vero che siamo arrabbiati e disgustati per i privilegi, le pensioni d'oro, gli stipendi ultra milionari degli amministratori della Res Publica, è tutto vero, abbiamo ragione da vendere, ma purtroppo scegliamo sempre, ed erroneamente, come mezzo di protesta, sperando di cambiare le cose, di lanciare un messaggio, l'arma del voto! Dico erroneamente perché questo modo di agire si ritorce, puntualmente, contro di noi. Dopo un ventennio di governo (più o meno criticabile) di centro-destra l'Italia è stata consegnata in mano alla sinistra, estremista, ecologista, anticlericale, sciattona, rivoluzionaria,  progressista, omosessualista e ad uno pseudo-partito, il Movimento 5 stelle, un movimento millenarista che si fa promotore di quell'idea catastrofista del Nuovo Ordine Mondiale. E' spaventoso ma l'Italia è caduta in mano alla blasfemia, alla sciatteria, all'idealismo visionario e alla volgarità.  Questo video  esprime in pieno l'idea di Gianroberto Casaleggio (il fondatore del M5S) e del suo nuovo ordine mondiale, (per saperne di più su Casaleggio cliccate qui ). La politica è un'arte, gli antichi Romani insegnano! Ma ormai siamo molto lontani dalla ricerca del vero, del bene e del bello e questi sono i personaggi che dovrebbero governare l'Italia. Dalle stelle alle cinque st(a)elle! Questo è uno dei tanti personaggi (vegani, ambientalisti, animalisti, che disprezzano la Chiesa Cattolica tanto da 'sbattezzarsi', che credono di essere i nuovi salvatori dell'umanità) al quale nella prossima legislatura daremo dei bei soldoni per sfasciare completamente la nostra società! Cliccate qui (è il sito de la Nuova Bussola Quotidiana) per saperne di più.   

mercoledì 20 marzo 2013

Custodi dei doni di Dio


".....ma vediamo anche qual è il centro della vocazione cristiana: Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!
La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!"
(Sua Santità Francesco I - Omelia di inizio pontificato - 19.03.2013 - San Giuseppe)

martedì 19 marzo 2013

Auguri Santità!

Mio dolce Benedetto, sono giorni strani sa?! C’è una strana atmosfera da queste parti.

L’euforia è tanta, il mondo sembra improvvisamente in via di conversione. Forse è proprio così, lo spero vivamente. Eppure, io, non riesco ad essere allegro.

Poco importa. Ma cerco di capire il perché. Stanotte, ho cercato di fare chiarezza nel mio cuore. Purtroppo, non avendo la sua santità, non posso vivere tutto questo con la sua stessa serenità d’animo.

Ebbene, nella lotta contro l’insonnia, ho capito il perché di questa sottile tristezza. La causa principale di questo mio mal d’animo è la mia ingratitudine. Forse è il male più evidente di ogni uomo, ed è il male che più di tutti mi rende meno uomo. Siamo tutti euforici per questi giorni di ritrovata povertà, eppure già non pensiamo più a lei,  che in questo momento è il più povero di tutti.

Lei che ha scelto la solitudine e il silenzio, lei la sua povertà non ama mostrarla al mondo. Perché lei, non ha mai voluto sbandierare le sue virtù. Lei, le sue virtù le ha messe al servizio di tutti noi e della Chiesa di Cristo. Le sue virtù le ha esercitate in modo così discreto e impersonale da non farle sembrare sue.

Come sono stato ingrato e poco amorevole nei suoi confronti!

Ho dubitato della sua scelta, tentato per un momento nel riconoscervi un atto di codardia. E invece, questi giorni rifulgono ancora della sua grandezza. Anzi, la chiarificano, ma in modo invisibile. Lei, Santità, ha scelto il nascondimento, la clausura.

Quanta grandezza, quanto coraggio. Nessun amor proprio. Solo la Croce. Noi, continuiamo a far confronti. Li abbiamo fatti con il suo amato predecessore Giovanni Paolo II, mentre lei scriveva silente pagine memorabili del magistero della Chiesa.

Li facciamo ora, mentre lei con la sua volontaria assenza, scrive la sua enciclica più bella. Quella sull’umiltà. Oggi è il suo onomastico, mio amato Benedetto. La prego di perdonarmi per la mia ingratitudine, ma soprattutto per la mia mancanza di Fede.

Le auguro giorni felici, mi impegnerò ad essere un figlio migliore per Papa Francesco, più di quanto lo sia stato per lei.

In Cristo,

Ivan Quintavalle
 

Miserando atque eligendo

LO SCUDO
 Nei tratti, essenziali, il Papa Francesco ha deciso di conservare il suo stemma anteriore, scelto fin dalla sua consacrazione episcopale e caratterizzato da una lineare semplicità.
Lo scudo blu è sormontato dai simboli della dignità pontificia, uguali a quelli voluti dal predecessore Benedetto XVI (mitra collocata tra chiavi decussate d'oro e d'argento, rilegate da un cordone rosso). In alto, campeggia l'emblema dell'ordine di provenienza del Papa, la Compagnia di Gesù: un sole raggiante e fiammeggiante caricato dalle lettere, in rosso, IHS, monogramma di Cristo. La lettera H è sormontata da una croce; in punta, i tre chiodi in nero.
In basso, si trovano la stella e il fiore di nardo. La stella, secondo l'antica tradizione araldica, simboleggia la Vergine Maria, madre di Cristo e della Chiesa; mentre il fiore di nardo indica San Giuseppe, patrono della Chiesa universale. Nella tradizione iconografica ispanica, infatti, San Giuseppe è raffigurato con un ramo di nardo in mano. Ponendo nel suo scudo tali immagini, il Papa ha inteso esprimere la propria particolare devozione verso la Vergine Santissima e San Giuseppe.
 
II MOTTO
Il motto del Santo Padre Francesco è tratto dalle Omelie di San Beda il Venerabile, sacerdote (Om. 21; CCL 122, 149-151), il quale, commentando l'episodio evangelico della vocazione di San Matteo, scrive: "Vidit ergo lesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me" (Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi).
Questa omelia è un omaggio alla misericordia divina ed è riprodotta nella Liturgia delle Ore della festa di San Matteo. Essa riveste un significato particolare nella vita e nell'itinerario spirituale del Papa. Infatti, nella festa di San Matteo dell'anno 1953, il giovane Jorge Mario Bergoglio sperimentò, all'età di 17 anni, in un modo del tutto particolare, la presenza amorosa di Dio nella sua vita. In seguito ad una confessione, si sentì toccare il cuore ed avvertì la discesa della misericordia di Dio, che con sguardo di tenero amore, lo chiamava alla vita religiosa, sull'esempio di Sant'Ignazio di Loyola.
Una volta eletto Vescovo, S.E. Mons. Bergoglio, in ricordo di tale avvenimento che segnò gli inizi della sua totale consacrazione a Dio nella Sua Chiesa, decise di scegliere, come motto e programma di vita, l'espressione di San Beda miserando atque eligendo, che ha inteso riprodurre anche nel proprio stemma pontificio.
 

San Giuseppe e la paternità

Giuseppe, lo Sposo di Maria, è il personaggio più silenzioso di tutta la Sacra Scrittura. Il più silenzioso ed il più laborioso. Quante cose, nella sua bottega di falegname, avrà insegnato al suo Gesù. Anche lui, come Maria ed insieme a lei, ha ricevuto dal Signore il dono di un Figlio Divino, da custodire, da crescere e da donare. Durante la presentazione al Tempio, Giuseppe è lì, è presente, è lui il capofamiglia, è lui che consegna le tortore per il sacrificio di purificazione, di ringraziamento e di donazione. Nel silenzio, anche lui, come la sua sposa, avrà meditato ogni parola del vecchio Simeone. Giuseppe è simbolo di paternità perfetta nello spirito ma, anche se non ha mai generato figli nella carne, la paternità umana vi può trovare giusta collocazione e modello, in quanto in lui anche questa paternità assume un significato divino, mistico e spirituale: il figlio generato nella carne è segno di quel Figlio immolato sulla croce per la redenzione del mondo e risorto; segno di immortalità dell'anima e di vita senza fine per il corpo trasfigurato ad immagine dell'Uomo Nuovo. Ogni figlio generato nella carne è simbolo del Figlio di Giuseppe generato nello spirito! Il Figlio di Giuseppe, generato nello spirito, diventa immagine viva di ogni figlio nato sulla terra. Giuseppe è simbolo di fedeltà, di castità, di amore sponsale, di paternità dolce, sicura, rassicurante e giusta. Auguri a tutti i papà......  

lunedì 18 marzo 2013

E' ancora inverno!


 Nei giorni scorsi il clima ci ha regalato temperature primaverili e delle bellissime giornate di sole, ma tutto è durato poco..........ecco di nuovo la neve! Non mi dispiace affatto! Mi piace la neve con il suo candore ed il suo silenzio........
 
 
 
 
 
 
 

giovedì 14 marzo 2013

I pilastri della Quaresima

Preghiera, digiuno, penitenza, elemosina: sembrano atti di altri tempi eppure dall'inizio della storia del rapporto tra Dio e l'uomo, essi sono atti fondanti la vita spirituale e sociale dell'intera umana società. Ogni religione ed ogni cultura pone una certa attenzione a questi gesti che non sono solamente di pertinenza confessionale ma diventano regole di civiltà e di buona educazione, per ogni essere umano di buona volontà.  Ogni atto buono si ripercuote positivamente sull'intera famiglia umana e costruisce nella giustizia  e nella verità la società dell'amore.  Nessuna confessione religiosa, però, riveste questi gesti di carattere profondamente spirituale e soprattutto salvifico come invece fa la Santa Chiesa Cattolica che è depositaria del messaggio di redenzione che le viene donato direttamente dal Signore. Per il cattolico la preghiera, il digiuno, la penitenza, l'elemosina diventano atti dal carattere mistico, inscritti nell'economia della salvezza, esercizio di umanità di ampio respiro che abbraccia l'intera creazione. Ogni credente diventa parte attiva e consapevole del progetto divino di rendere fratelli tutti gli esseri umani; chi prega, digiuna, si mortifica e fa l'elemosina diventa corpo forgiato, plasmato nel Corpo intero della Chiesa, uno con il suo Signore, uno con il Suo Mistico Sposo, uno con i fratelli; espia per sé e per i peccati del mondo intero, chiede, ringrazia, loda e ama per sé e per il mondo intero.      

mercoledì 13 marzo 2013

Habemus Papam!


Non è mai troppo tardi

La pesante sconfitta (4-0) che ieri sera i catalani del  Barcellona hanno inflitto al Milan in Champions League è certamente deludente per il calcio italiano, ma esaltante per l'intero popolo di fede blaugrana e per la Spagna che ha il vanto di possedere una delle più forti squadre di calcio al mondo.  La rimonta del Barcellona è frutto di grande preparazione atletica, di ferrea determinazione, del carattere fiero, ambizioso e passionale di ciascun calciatore. Anche un pizzico di 'fortuna' (il palo di Niang ) ha contribuito a rendere piena la vittoria: si dice 'Aiutati che il Ciel t'aiuta!', ed è proprio questo l'aspetto più importante e determinante di questa partita che può essere d'insegnamento a chiunque, sportivo o non, tifoso o non. Nella vita come nello sport serve coraggio, slancio generoso, determinazione, grinta, voglia di lottare per partecipare, per vincere, per raggiungere degli obiettivi belli, esaltanti, utili, buoni. Serve grande attaccamento alla vita, all'amore, agli affetti, energia positiva da assorbire e da trasmettere, umiltà, capacità di sapersi difendere dalle insidie e schivare gli ostacoli che si frappongono tra noi e il raggiungimento di un bene. Serve impegno, intensità, fierezza ed orgoglio di essere figli di Dio in cammino per raggiungere la santità, il bene infinito ed eterno. Serve la capacità di sapersi rialzare dopo una caduta e la ferrea determinazione di non lasciarsi abbattere da una sconfitta. Serve la capacità di non arrendersi mai, neanche davanti all'evidenza, il giusto spirito di osservazione e di critica, per poter dire a se stessi che non è mai troppo tardi per agire, per mettersi in cammino, per correre, per lottare, per amare, per sognare, per vivere.....In ultimo, nella vita serve sempre un sogno.........     

martedì 12 marzo 2013

Dio ci contempla!

Il Signore infinitamente buono e misericordioso desidera la nostra vicinanza e la nostra compagnia, perché ci ama. Siamo sue creature, suoi figli e desidera ogni nostro sguardo, ogni nostra parola, ogni nostro pensiero, ogni palpito del nostro cuore. Nel Vangelo Gesù ci esorta a cercare e desiderare, nel silenzio e nel segreto della nostra camera, l'incontro con Lui, per parlargli, adorarlo, riposare tra le sue braccia. Noi, fragili creature, abbiamo bisogno dello sguardo del Signore, sulla nostra vita e sulle nostre azioni. Abbiamo bisogno di Lui come Padre, Amico, Confidente, Sposo......ma......anche Egli ha bisogno di noi! Un bisogno travolgente, impellente, eterno, perché ci ama di amore infinito, sconsiderato, al di là dei nostri meriti, azioni, qualità.....Ci ama e ha bisogno di noi. Quando preghiamo entriamo in comunione con il Suo Cuore adorante ed amante e percepiamo tutto l'impeto e l'ardore che è nascosto nel suo grande bisogno di noi. Quando preghiamo il suo sguardo di Cielo è posato su noi e dentro di noi: diventiamo come bimbi, tanto piccini e tanto indifesi, ma sicuri di ricevere amore, aiuto, protezione da Colui che con tanto amore ci guarda e ci contempla. Lasciamoci contemplare da Dio......   

lunedì 11 marzo 2013

La casa degli spiriti

L'ex presidente della Spagna Zapatero sicuramente verrà ricordato per essere il principale fautore del cambiamento giuridico e sociale della società spagnola soprattutto per aver concesso libertà e diritti falsamente forieri di un progresso dell'essere umano, sfidando a viso aperto la secolare tradizione della Chiesa che, anche in Spagna, ha contribuito per secoli all'edificazione di una robusta società basata sulle radici cristiane,  donando grandi santi e grandi personaggi che hanno fatto la storia non solo della Spagna ma del mondo intero. Tutto questo l'ex presidente ha voluto cancellarlo a colpi di leggi ingiuste che, per accontentare una minoranza, stanno creando confusione e danni all'intera società.  Zapatero, però, non ha fatto i conti con gli spiriti del Male che lui ha servito fedelmente negli anni trascorsi alla Presidenza. Nella sua casa di Madrid, a partire da Maggio 2012, si sono verificati 'strani fenomeni' che spaventavano la moglie e le figlie e che risultavano incomprensibili agli agenti della Guardia Civil che venivano chiamati in soccorso. Di questi strani fenomeni si occupò un esorcista della diocesi di Madrid che, dopo vari esorcismi e dopo aver fatto buttare gli oggetti che potevano favorire influenze diaboliche (e Zapatero ne aveva parecchi in casa: amuleti, maschere africane, giocattoli esoterici, una statua di Buddha), riuscì a liberare la casa dalle infestazioni malefiche. Satana, prima o poi, viene a presentare il conto e tutti, prima o poi, hanno bisogno della Santa Chiesa, anche Zapatero che avrebbe voluto eliminarla!

venerdì 8 marzo 2013

Con Gesù sulla via del Calvario


I venerdì di quaresima sono particolarmente cari alla devozione cattolica in quanto rimandano al ricordo di Gesù sulla via del Calvario. Con la meditazione della Via Crucis il cristiano partecipa e rivive l'ultima esperienza di Gesù sulla terra. Un'esperienza dolorosa, cruenta, mistica, dal significato non completamente comprensibile. Un'esperienza che racchiude in sé ogni dolore, ogni sofferenza, ogni lacrima dell'uomo: pellegrino sulle strade, a volte tortuose e buie, della sua esistenza. Un'esperienza che getta una luce di speranza sulle tenebre di ciascun essere umano, proprio perché il Signore, l'Uomo-Dio, si è lasciato flagellare, ferire e crocifiggere dalle ferite più dolorose che percorrono ogni corpo devastato dal peccato, dalla morte, dalla malattia. La vita che scorre imprime il suo marchio di dolore su ciascun essere umano povero o ricco, vecchio o bambino, uomo o donna, ma la Passione di Gesù feconda di nuova speranza  e di splendore le notti dell'umanità, trasfigurandone il volto solcato dalle rughe del peccato e dal mistero della sofferenza umana. Gesù sulla via del Calvario diventa modello di vita: nessuno è solo su questa terra, soprattutto chi soffre!

 Il Santo Padre Benedetto XVI ha detto:
"Il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo incoraggia a camminare con speranza: la stagione del dolore e della prova, se vissuta con Cristo, con fede in Lui, racchiude già la luce della risurrezione, la vita nuova del mondo risorto, la pasqua di ogni uomo che crede alla sua Parola" (Benedetto XVI, Via Crucis del venerdì Santo 2012).

   (Cliccare Via Crucis per pregare)

   

mercoledì 6 marzo 2013

La protesta dei gorilla spagnoli

LA SPAGNA VIETA L'ABORTO PER I GORILLA (MA CONTINUA A PERMETTERLO PER GLI ESSERI UMANI)
Approvata la legge che protegge i gorilla fin dal momento del concepimento, mentre per gli esseri umani restano legali aborto e distruzione degli embrioni per la sperimentazione

di Leone Grotti
 

In Spagna è più sicuro essere una scimmia che un uomo. Il Parlamento spagnolo ha appena fatto passare una legge che protegge i gorilla dal momento del concepimento. In questo modo, si vieta non solo l'aborto dei gorilla ma anche la sperimentazione su embrioni e feti dell'animale. Peccato che gli animali umani non siano altrettanto protetti, visto che l'aborto è legale in Spagna e la ricerca con cellule staminali embrionali, che richiede la distruzione degli embrioni umani, consentita.

LA PROTESTA DEI GORILLA
Per questo la settimana scorsa un gruppo di manifestanti travestiti da scimmie sono scesi in piazza a protestare davanti al quartier generale del Partito Popolare di Mariano Rajoy, al governo. Il portavoce dei gorilla ha dichiarato alla stampa: «Siamo felici che il governo abbia riconosciuto il diritto di noi scimmie e tutti nella giungla stanno esultando, ma ora vorremmo che il governo, come promesso in campagna elettorale, proteggesse anche i nostri amici umani correggendo la legge sull'aborto ed eliminando la sperimentazione con cellule embrionali».

SCIMMIE PROTETTE, UOMINI NO
I gorilla manifestanti, membri dell'Associazione per il diritto alla vita, per voce del loro presidente Ignacio Arsuaga, hanno affermato che «non ha senso che la legge protegga le vite di diverse specie animali ma non degli esseri umani». L'associazione ha già raccolto 400mila firme perché venga modificata la legge sull'aborto: «Grazie a quella legge, ogni giorno in Spagna muoiono di morte violenta almeno 300 bambini, stiamo parlando di centinaia di migliaia di vittime ogni anno. Questo è un peso che la società spagnola non può permettersi di portare. Vogliamo proteggere le madri e i bambini».

LEGGE ENTRO MARZO
Il ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardón ha promesso di presentare una norma che abolisca la legge sull'aborto entro marzo. «Vogliamo che il governo protegga gli uomini e la loro vita fin dal concepimento così come protegge le scimmie» insiste Arsuaga. «Siamo milioni a chiederlo e il governo ha promesso di farlo». La manifestazione termina con un coro delle scimmie: «Bisogna essere un gorilla per non essere abortiti».
 
tratto da basta bugie

La legge eterna di Dio


Ha detto Gesù: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino segno dalla legge, senza che tutto sia avvenuto". ( Mt 5, 17-18)

martedì 5 marzo 2013

A te che stai soffrendo

A te che stai soffrendo va oggi il mio pensiero ed il mio cuore; sono sicura che il tuo dolore è trasfigurato: non sei sul Calvario, ma sul Tabor.
Credo che tu stia vivendo la dimensione del Cristo offerto sull'altare: grano trasformato in pane della vita, fragrante, profumato, nutriente, e uva pigiata che si trasforma in sangue che salva.

Sei il chicco di grano macinato, l'uva pigiata......proprio come Gesù
E, come Gesù, macinato e pigiato dal dolore più lancinante e spaventoso, col tuo dolore ti doni e salvi!
Il tuo dolore non è sterile, fine a se stesso, ti ha scavato un buco nell'anima, ma affinchè, attraverso di esso, tutti possano guardare meglio ciò che c'è oltre........
Il tuo dolore insegna, mostra, indica la strada da percorrere.
Il tuo non è uno sguardo spento, è uno sguardo colmo di lacrime, ma limpido dove l'anima affiora con tutti i suoi meravigliosi colori dell'autunno e della primavera. Un'anima dolente, come la tua, non è mai grigia! In essa si specchia la multiforme grazia del Signore, tutta la Sua capacità creatrice, trasformante e vivificante. Dove abita il Signore c'è l'arcobaleno!
La tua fede è molto provata, il Signore Gesù ti offre il modo per renderla saldissima; le tue lacrime non la mettono in discussione, anzi, la affinano come oro nel crogiolo; esse lavano la tua anima per renderla sempre più trasparente, sempre più perfetta.

I Santi ci insegnano che l'aspirazione maggiore dell'anima è quella di unirsi al Signore per essere conformi a Lui.
Questo costa in termini di sofferenza, di lacrime, di affanni, il corpo si 'ribella', l'anima lo sa, ma imperterrita continua ad ascoltare e a lasciarsi sedurre dal canto d'amore del Signore che l'attira a sè, incurante delle ferite che infligge, perchè essa vola, mentre il corpo arranca, fa fatica a mantenere il passo. Eppure, nonostante sia consapevole della fatica e del dolore inflitto l'anima continua a trascinare il corpo, come una formichina che trasporta un carico doppio rispetto al suo peso, perchè sa che il bene è più forte del male, l'amore è più forte del dolore.

Il Signore conosce ogni tuo tormento, ogni lacrima versata, ogni sospiro del tuo cuore solo, desolato ed affranto e per questo ti ama sempre di più. Ti ispira pensieri e meditazioni profonde per farti conoscere la profondità delle Sue radici radicate in te! Lui è in te sempre. E' in te con la sua croce, con le sue piaghe, con le sue lacrime; soffre per te e con te. Ti tiene per mano e ti guida nel faticoso cammino. Ti porta in braccio nelle fatiche maggiori e ti mostra il sole al di là della tempesta.............................che splende luminoso e gioioso ed attende con impazienza il tuo arrivo. Il sole ti attende, oltre il dolore.......

lunedì 4 marzo 2013

L'albero della santità


Ognuno di noi, nell'intimità del suo cielo interiore, possiede e coltiva un albero. Il Signore, nella lettura del Vangelo di ieri, terza Domenica di Quaresima, (Lc 13,1-9) ci esorta ad impegnarci nel cammino della fede, a coltivare bene il nostro giardino interiore per portare frutto, abbondante frutto. L'alternativa è la morte eterna: la lontananza da Lui, il dolore dell'abbandono volontario della nostra felicità. Le parole del Signore Gesù sono chiare, limpide, dirette ("se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo"); ci mostra l'urgenza della conversione e del ripudio del peccato, ci ricorda come noi stessi siamo i fautori della nostra felicità, come la scelta delle nostre azioni possa condannarci o salvarci, seppur oltre ai nostri limitatissimi meriti, opera prepotentemente la Sua Grazia santificante e redentrice, in virtù della Sua incarnazione, morte di croce e risurrezione. Non dimentichiamoci che è il Signore che salva, non le nostre buone azioni. Però esse sono necessarie per la nostra santificazione: ci aprono le porte del Cielo, ci rendono graditi al Signore, e costantemente alla ricerca del bene, della verità, della bellezza, docili ascoltatori della voce dello Spirito, umili nell' accogliere la Sua Grazia, senza la quale non possiamo far nulla. Il nostro 'giardino interiore' con i suoi alberi rigogliosi, ha bisogno della Parola del Signore per crescere ed alimentarsi. Basta il nostro desiderio di piacere al Signore, ed Egli si farà acqua, concime, terra, Mistico Giardiniere della nostra anima.......
 
In questi altri due post tratto lo stesso tema